Molte organizzazioni, pur sedendo su veri e propri giacimenti di dati, non dispongono degli strumenti adatti a trasformarli in decisioni strategiche. Il loro patrimonio informativo rimane così confinato a un livello puramente operativo, un archivio da consultare anziché un motore per guidare il futuro.
Prima del nostro intervento anche in Agri.Bi la situazione era analoga. La gestione dei dati si affidava a estrazioni periodiche e manuali dal database operativo, richieste dal personale per compiti amministrativi come la verifica del versamento dei contributi. Un approccio che logicamente non permetteva di avere una visione d'insieme né di condurre analisi dinamiche. I dati, pur essendo numerosi, non erano organizzati in una maniera realmente "fruibile" per scopi strategici.
Di fronte a questa esigenza operativa, abbiamo intravisto un'opportunità con il committente molto più grande. Invece di limitarci ad automatizzare un processo, abbiamo proposto di rivoluzionarlo: la creazione di una dashboard di Business Intelligence che trasformasse Agri.Bi. da un utilizzatore passivo di dati a un protagonista attivo dell'analisi, in coerenza con la missione di osservatorio del mercato del lavoro che contraddistingue l’ente. Questa proposta strategica ha spostato l'obiettivo da un bisogno amministrativo a una visione di mercato.
Ci siamo interfacciati con gli stakeholder chiave dell'ente: il Direttore, con esigenze di visione strategica; il personale amministrativo, che necessitava di strumenti per aggregare e monitorare dati; e i Responsabili Territoriali (RLST), con bisogni operativi. La criticità che univa tutti era la forte stagionalità del settore agricolo veronese, un fenomeno che genera una gestione decisamente complessa per i lavoratori e per le aziende. La nostra proposta ha offerto una soluzione moderna e basata sui dati a questo problema strutturale.
Da queste criticità è nata la sfida ambiziosa che ha dato forma al nostro progetto.





